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Sclerosi multipla e alimentazione

sclerosi multipla

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Da qualche parte, qualcosa di incredibile è in attesa di essere scoperto.
Carl Sagan

Che cos’è la sclerosi multipla?

La Sclerosi Multipla (SM) è una patologia infiammatorio-degenerativa del Sistema Nervoso Centrale a decorso cronico che colpisce il giovane adulto.

La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia in cui il sistema immunitario attacca la mielina, la sostanza che protegge come un isolante le fibre nervose, determinando un disturbo di connessione funzionale.

Ne consegue tutta una serie di sintomi molto diversi e variabili nel tempo, a seconda di localizzazione e gravità delle lesioni, con forme progressive, con un peggioramento continuo dei sintomi, che possono comunque cambiare nell’evolversi della patologia, e forme recidivanti-remittenti in cui i sintomi tendono a comparire e scomparire, con attacchi seguiti da fasi di remissione, più o meno completa.

Le zone in cui la mielina viene danneggiata sono dette “placche“. Con il passare del tempo le placche diventano più dure a causa della formazione di tessuto cicatriziale (“sclerosi“): da qui il nome della malattia.

 

Le cause

La sclerosi multipla è una malattia multifattoriale che ha come conseguenza la perdita della mielina dei neuroni (demielinizzazione).

Tra i fattori chiamati in causa nell’origine della malattia ci sono fattori genetici, ambientali, infettivi.

A seguito dell’interazione complessa di tali fattori si viene a determinare l’attivazione di alcune cellule del sangue, dette linfociti, che penetrando nel sistema nervoso producono una reazione autoimmunitaria verso la mielina danneggiandola.

 

Quali sono i soggetti più a rischio?

La sclerosi multipla colpisce ogni anno circa 60.000 mila persone in Italia (la regione con più alta frequenza di casi è la Sardegna) e più di un milione di individui nel mondo.

La malattia interessa maggiormente individui tra i 20 e i 40 anni di età con maggiore prevalenza nelle donne che hanno una probabilità doppia di ammalarsi. Negli anziani e nei bimbi compare più raramente.

 

L’alimentazione può avere un ruolo nel trattamento dei sintomi?

Un recente lavoro mostra un nuovo ambito di ricerca per il trattamento dei sintomi della sclerosi multipla.

La moderna ricerca sta mostrando come protocolli di digiuno intermittente e di restrizione calorica possano essere efficaci nel mantenere il benessere e aumentare la longevità e possono anche affiancarsi al trattamento farmacologico di tutta una serie di patologie, tra le quali la sclerosi multipla.

Uno studio recente indaga il ruolo di una dieta che imiti il digiuno nel ridurre i processi autoimmuni e nel mitigare i sintomi della sclerosi multipla.

Lo studio, che vede tra gli autori Valter Longo, uno dei maggiori studiosi di invecchiamento e restrizione calorica, è stato pubblicato recentemente su Cell Reports (Volume 15, Issue 10, p2136–2146, 7 June2016 ).

Lo studio è stato condotto su dei topi nei quali è stata indotta una patologia neurologica molto simile alla Sclerosi Multipla. Accanto al lavoro sugli animali è stato compiuto anche uno studio randomizzato, durato tre mesi, su pazienti affetti da Sclerosi Multipla recidivante-remittente.

Il lavoro sul modello animale ha permesso di approfondire i meccanismi alla base dei benefici osservati, mentre lo studio sui pazienti umani è servito per controllare l’efficacia, la sicurezza e soprattutto la sostenibilità del protocollo.

 

I risultati dello studio sul digiuno nel modello animale sono stati

  • Riduzione in maniera significativa i sintomi della malattia
  • Riduzione della risposta autoimmune
  • Riduzione dei processi di demielinizzazione
  • Promozione della rigenerazione della guaina mielinica

Si tratta quindi di un protocollo con possibili applicazioni terapeutiche nell’uomo?

I risultati sono incoraggianti e paiono confermare quanto osservato nel modello animale, ma ovviamente richiedono studi più approfonditi:

  • I pazienti che hanno seguito una dieta con restrizione calorica hanno mostrato un netto miglioramento dei sintomi, miglioramento che è risultato maggiore per i soggetti a digiuno.
  • Nei soggetti a digiuno si è registrata anche una riduzione dei linfociti, in corrispondenza del periodo di digiuno (effetto poi ridotto a termine digiuno).
  • Sia la restrizione calorica che il digiuno sono stati ben tollerati dai pazienti

 

Il digiuno quindi funziona contro la sclerosi multipla?

Nel modello animale di sclerosi multipla i cicli alternati di digiuno e di alimentazione normale riducono i sintomi. Si pensa che venga ridotto il numero di cellule del sistema immunitario che causano la demielinizzazione e che lo stress determinato dal digiuno favorisca la rigenerazione di numerosi tipi cellulari e probabilmente anche la rimielinizzazione delle lesioni.

Nell’uomo gli effetti del digiuno si sono rivelati significativi nel ridurre la severità dei sintomi e nel determinare un transitorio calo dei linfociti. Nello studio, però, si è utilizzato un singolo ciclo di digiuno seguito da tre mesi di dieta mediterranea. I ricercatori sono convinti che il ruolo positivo del digiuno sia reso possibile dal suo esser ripetuto nel tempo con cicli successivi.

Questa ricerca ci fornisce un importante spunto di indagine per un trattamento che possa contribuire ad alleviare i sintomi della sclerosi multipla e portare alla riduzione, se non alla scomparsa, delle lesioni a carico del sistema nervoso centrale.

 

Dott.ssa Maria De Marinis